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La
leggenda vuole che la città sia stata fondata dall'eroe greco
Diomede, il quale le regalò le zanne del cinghiale Caledonio, oggi
simbolo di Benevento, che figura sullo stemma della città ed è
incastonato sul lato est del Campanile del Duomo. L'etimologia del
nome Benevento ha consentito ai filologi di sbizzarrirsi e infatti
le interpretazioni sono molteplici. Malòeis si ricollega a Malon o
Melon che significa "gregge di pecore o capre" ed, essendo
una forma aggettivale greca, il suo significato è "altura
piena di mandrie di pecore e capre". Ma l'appellativo può
essere riferito anche ad Apollo Malòeis, protettore del gregge o al
toro, animale sacrificato spesso nelle feste di ringraziamento
campestri. Mallos è anche il vello della pecora. I romani lessero
Maloenton, che è genitivo di Malòeis, come "Malum eventum"
e perciò lo cambiarono in "Bonum eventum" dopo la
vittoria su Pirro nel 275 a.C.. Insomma Benevento era, nella sua
felice posizione geografica tra due fiumi, "terra di pascoli
irrigui e di greggi copiosi".
L'antica
regione del Sannio era compresa nella conca appenninica tra il
massiccio del Matese a nord, il Taburno ed il fiume Volturno ad
ovest, i monti del Partenio e del Terminio a sud ed i monti Dauni
con il Fortore ad est. I primi abitanti furono i Sanniti che, nel IV
secolo a.C., si suddivisero in Irpini, che abitavano le valli dei
fiumi Sabato, Calore ed Ofanto, Pentri, che abitavano il massiccio
del Matese e Caudini che occupavano la florida città di Caudium.
La
posizione geografica di Benevento, alla confluenza dei fiumi Sabato
e Calore, era invidiabile ed importante dal punto di vista
strategico. Gente aspra e bellicosa, decisa a primeggiare nel
mezzogiorno, gli abitanti erano in contatto con gli altri popoli
circostanti e la velleità di espansione ed il desiderio di dominio
li fecero entrare in conflitto con i Romani. |